L'Associazione Archivi Guttuso, nata per promuovere la conoscenza dell'opera di Guttuso e la sua catalogazione, ha sede nello studio del Pittore a Palazzo del Grillo a Roma ed è l'istituzione che ha la rappresentanza legale dell'Artista, per la difesa dell'opera e della memoria. L'esigenza, sempre più pressante dopo la morte dell'Artista, di fornire agli studiosi e al mercato la possibilità di verificare l'autenticità delle opere di Guttuso ha spinto gli Archivi Guttuso ad impegnarsi attivamente in questo campo nonché nell'archiviazione del materiale prodotto dall'Artista: quadri, disegni, grafica, ma anche scritti, materiale fotografico e documenti.

La costante attività di archiviazione ha prodotto, oltre ad una sensibile diminuzione della falsificazione delle opere di Guttuso, la pubblicazione di importanti volumi che raccolgono le opere e le testimonianze dell'Artista scomparso. Tra queste il IV volume del Catalogo Generale dei dipinti, relizzato in collaborazione con Enrico Crispolti, quello che raccoglie le opere realizzate per le scenografie musicali, i cataloghi delle più importanti mostre in collaborazione con i musei italiani ed esteri, fino al volume Renato Guttuso Scritti, Bompiani, 2013 e alla riflessione di Mons. Crispino Valenziano contenuta nel volume Guttuso credeva di non credere Casa Editrice Vaticana, 2013.

RENATO GUTTUSO

In questo volume filosofi e scienziati cognitivi mettono in dialogo la lettura iconografica dell’opera di Guttuso con la sua elaborazione teorica.Jean-Luc Nancy legge l’opera dell’artista a partire dal tema del ritratto. Francesca Bacci e David Melcher offrono un’innovativa lettura dei meccanismi percettivo-cognitivi che operano nella pittura di Guttuso. Antonino BONDÌ ricostruisce il sorprendente rapporto teorico con Merleau-Ponty. Marco Carapezza propone una rilettura filosoficamente impegnata del realismo guttusiano. Franco LO PIPARO (ri)legge il comunismo del pittore a partire da due celebri quadri: La Battaglia di Ponte dell’ammiraglio e I Funerali di Togliatti. In appendice si ripropongono i contributi di due grandi filosofi: Richard Wollheim in uno scritto introvabile del 1960; Cesare Brandi in un importante saggio del 1983 dove il filosofo e storico dell’arte si confronta compiutamente con l’amico pittore.

Il volume è acquistabile in forma cartacea o scaricabile nel sito dell’editore Palermo University Press: unipa.press.it

 

L’arte rivoluzionaria nel cinquantenario del ‘68 a cura di Pier Giovanni Castagnoli

23 febbraio – 24 giugno 2018
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Anteprima stampa: giovedì 22 febbraio ore 12 Inaugurazione: giovedì 22 febbraio ore 18

La GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedica una importante e mirata esposizione alla pittura di Renato Guttuso (Bagheria, Palermo 1911 - Roma 1987), presenza di forte rilievo nella storia dell’arte italiana del Novecento e figura nodale nel dibattito concernente i rapporti tra arte e società che, nel secondo dopoguerra, ha significativamente accompagnato un ampio tratto del suo cammino.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli, con la collaborazione degli Archivi Guttuso, la mostra raccoglie e presenta circa 60 opere provenienti da importanti musei e collezioni pubbliche e private europee. Primeggiano alcune delle più significative tele di soggetto politico e civile dipinte dall’artista lungo un arco di tempo che corre dalla fine degli anni Trenta alla metà degli anni Settanta.

Nell’ottobre del 1967, cinquantesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre, Renato Guttuso scriveva su Rinascita, rivista politico-culturale del Partito Comunista Italiano, un articolo intitolato Avanguardie e Rivoluzione, nel quale il pittore riconosceva alla rivoluzione il titolo inconfutabile e meritorio di essere stata il fondamento di una nuova cultura, con la quale profondamente sentiva di identificarsi e che lo induceva a chiudere il suo scritto con l’esplicita professione di fede: “L’arte è umanesimo e il socialismo è umanesimo”.

Guttuso era stato, a partire dagli anni della fronda antifascista e tanto più nel secondo dopoguerra, un artista che, come pochi altri in Italia, si era dedicato con perseverante dedizione e ferma convinzione a ricercare una saldatura tra impegno politico e sociale ed esperienza creativa, nella persuasione che l’arte, nel suo caso la pittura, possa e debba svolgere una funzione civile e sia costitutivamente dotata di una valenza profondamente morale.

A poco più di cinquant’anni dalla pubblicazione dell’articolo e nella ricorrenza del cinquantenario del ‘68, la GAM di Torino si propone di riconsiderare il rapporto tra politica e cultura, attraverso una mostra dedicata all’esperienza dell’artista siciliano, raccogliendo alcune delle sue opere maggiori di soggetto politico e civile. A partire da un dipinto quale Fucilazione in campagna del 1938, ispirato alla fucilazione di Federico Garcia Lorca, che a buon diritto può essere assunto a incunabolo

“Per noi l’arte non può essere antiumana, nel nostro presente, anzi, cerchiamo di cogliere i fermenti

opposti a tanto rassegnato pragmatismo”. Renato Guttuso

di una lunga e ininterrotta visitazione del tema delle lotte per la libertà, per giungere alla condanna della violenza nazista, nei disegni urlati e urticanti del Gott mit uns (1944) e successivamente, dopo i giorni tragici della guerra e della tirannia, alle intonazioni di una reinventata epica popolare risuonanti in opere nuove per stile e sentimento come: Marsigliese contadina, 1947 o Lotta di minatori francesi, 1948. Un grande, ininterrotto racconto che approda, negli anni Sessanta a risultati di partecipe testimonianza militante, come in Vietnam (1965) o a espressioni di partecipe affettuosa vicinanza, come avviene, nel richiamo alle giornate del maggio parigino, con Giovani innamorati (1969) e più tardi, in chiusura della rassegna, a quel compianto denso di nostalgia che raffigura i Funerali di Togliatti (1972) e in cui si condensa la storia delle lotte e delle speranze di un popolo e le ragioni della militanza di un uomo e di un artista.

“Nel secondo dopoguerra – afferma Carolyn Christov-Bakargiev Direttore della GAM – negli ambienti della cultura di sinistra si discuteva tra avanguardia formalista e realismo figurativo. Ci si chiedeva quale fosse più rivoluzionaria e quale più reazionaria. Oggi, paradossalmente, nell’era della realtà aumentata e della virtualità, la pittura di Guttuso può sembrarci tanto reale e materica quanto il mondo che stiamo perdendo”.

A fronte dell’antologia di tali dipinti e in dialogo con essi, la mostra offre anche un repertorio variegato di opere di differente soggetto: ritratti e autoritratti, paesaggi, nature morte, nudi, vedute di interno, scene di conversazione. Quadri tutti coevi ai tempi di esecuzione dei dipinti di ispirazione politica e sociale, selezionati con il proposito di offrire indiscutibile prova dei traguardi di alta qualità formale conquistati da Guttuso nell’esercizio di una pittura che – afferma il curatore Pier Giovanni Castagnoli – “per comodità, potremmo chiamare pura, con l’intendimento di saggiare, attraverso il confronto dei diversi orizzonti immaginativi, l’intensità dei risultati raggiunti su entrambi i versanti ideativi su cui si è esercitato il suo impegno di pittore e poter consegnare infine all’esposizione, pur nel primato assegnato al cardine tematico su cui la mostra si incerniera, un profilo ampiamente rappresentativo della ricchezza dei registri espressivi presenti nel ricchissimo catalogo della sua opera e della poliedrica versatilità del suo estro creativo”.

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con saggi di Pier Giovanni Castagnoli, Elena Volpato, Fabio Belloni, Carolyn Christov-Bakargiev e un’antologia di scritti di Renato Guttuso.

GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - Via Magenta, 31 - 10128 Torino tel. +39 011 4429518 – +39 011 4436907 email: [email protected] www.gamtorino.it

Orari di apertura: da martedì a domenica: 10.00 - 18.00, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietti: Intero 12€ Ridotto 9€
Ingresso libero Abbonamento Musei e Torino Card
info, prenotazioni e prevendita: www.ticketone.it | call center e info-line 011-0881178

Ufficio stampa

Fondazione Torino Musei

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Daniela Matteu
t. 011 4429523 – m. 348 7829162 [email protected]

 

 

A distanza di oltre un secolo dalla nascita, Renato Guttuso (1912-1987) continua a essere al centro di un ricco dibattito che, sia pure con differenti posizioni, ne mette in luce il grande ruolo nell’arte europea del XX secolo. Di recente, grazie alla pubblicazione dei suoi scritti nei classici Bompiani si è cominciato a guardare alla sua pittura anche alla luce della sua importante elaborazione teorica capace di coniugare la grande cultura figurativa con il dibattito artistico-filosofico più aggiornato di quegli anni.